Negli ultimi anni si è parlato molto del ruolo delle cellule “Natural Killer” (NK) nella fertilità e nei fallimenti d’impianto. Alcune pazienti arrivano in ambulatorio già preoccupate: “Ho le cellule NK alte… può essere questo il motivo per cui non riesco a restare incinta?”. Facciamo insieme un po’ di chiarezza.
Cosa sono le cellule NK?
Le cellule Natural Killer (NK) fanno parte del sistema immunitario. Il loro nome può spaventare, ma in realtà svolgono un ruolo importante e fisiologico, soprattutto nell’endometrio (la mucosa che riveste l’utero) durante le prime fasi della gravidanza.
Le NK uterine (uNK) aiutano l’impianto dell’embrione e la formazione della placenta, partecipando al rimodellamento delle arterie uterine per garantire il corretto afflusso di sangue al futuro feto. Non sono cellule “cattive”, né vanno eliminate!
Quando si parla di NK “alte”?
In alcuni casi, esami effettuati su sangue periferico mostrano livelli di cellule NK “elevati”. Tuttavia, questi risultati non riflettono direttamente la situazione all’interno dell’utero e non ci dicono molto sulla fertilità. Ad oggi, non esistono valori di riferimento ufficiali per stabilire quando le cellule NK siano “troppo alte” o dannose.
Cosa dice la scienza?
Ad oggi, le principali società scientifiche internazionali (come l’ESHRE e l’HFEA) non raccomandano l’uso dei test NK nella pratica clinica quotidiana, perché:
• Non ci sono prove sufficienti che livelli elevati causino fallimenti di impianto o aborti spontanei;
• Non esiste un modo standard e affidabile per misurarle;
• Le terapie proposte (come cortisone, intralipidi o immunoglobuline) non hanno dimostrato benefici certi, e in alcuni casi comportano effetti collaterali.
Quando può avere senso considerarle?
In casi selezionati di ripetuti fallimenti d’impianto o poliabortività inspiegata, dopo aver escluso altre cause (genetiche, anatomiche, ormonali, infettive), si può valutare con il medico un approfondimento anche di tipo immunologico — sempre con cautela e consapevolezza.
In conclusione
Le cellule NK non sono il “nemico” da combattere, ma parte di un equilibrio complesso. Parlare con il proprio specialista e basarsi su evidenze scientifiche solide resta il modo migliore per affrontare il percorso di Procreazione Medicalmente Assistita con serenità e fiducia.
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