Un nuovo test molecolare sull’endometrio
Il Dr. M. Nalon, da sempre impegnato nello studio della problematica dei ripetuti fallimenti in PMA e della recettività endometriale, ha aderito ad uno studio multicentrico, in collaborazione con un importante Laboratorio di Genetica Molecolare di Milano ed ha iniziato a utilizzare un test molecolare in cui si valuta l’espressione di alcuni geni nell’endometrio (la mucosa che riveste internamente l’utero) durante la fase luteinica di ricettività, ciòè nel periodo in cui dovrebbe avvenire l’annidamento dell’embrione nell’utero.
Sappiamo che molti sono i fattori che influenzano la buona riuscita di un trattamento di fecondazione in vitro, ma sappiamo altresì che l’endometrio e soprattutto la recettività dello stesso, pesano per i 2/3 nel successo del trattamento.
Da sempre sappiamo che l’endometrio subisce notevoli cambiamenti durante le fasi del ciclo mestruale a seguito delle variazioni ormonali, ma oggi, grazie ad analisi molecolari condotte sull’RNA di questo tessuto, è possibile identificare un profilo di espressione di alcune proteine differente per ogni fase e caratteristico di ogni donna.
Per eseguire questo test si parte da una comune biopsia endometriale mantenuta in formalina al 10% eseguita nel periodo post ovulatorio. Il referto sarà composto da due parti: la prima con la descrizione istologica redatta dall’anatomo patologo e la seconda molecolare con il profilo di espressione di alcuni gruppi di geni correlati ad aspetti diversi del complesso meccanismo di impianto e interazione materno-embrionale.
Il referto segnalerà gli eventuali “picchi” (up/down) discordanti dall’atteso (campione di donne che hanno avuto gravidanze), indicando quindi quale variabile potrebbe maggiormente influire sul transfer. Nello specifico verranno analizzati gli mRNA di 35 geni correlati a: risposta ormonale attivazione immunitaria interazione materno-embrionale proliferazione e adesione cellulare vascolarizzazione.
In questo modo si ottiene un’informazione molto più approfondita di ciò che sta accadendo in quel tessuto in un determinato momento e si può eventualmente intervenire, ad esempio modulando la terapia farmacologica (ormonale, immunitaria) in modo da ottimizzare le condizioni di ricettività in previsione del transfer.
Lo scopo di questo test quindi non è temporale (indicare una finestra per il transfer), ma di “fotografare” ed eventualmente correggere la ricettività di quell’ endometrio affinchè il transfer avvenga nelle migliori condizioni possibili aumentando quindi le probabilità di gravidanza per quella donna, indipendentemente dall’età.
