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Recettività endometriale e sinechie uterine

Le sinechie uterine possono cambiare la recettività endometriale

ricettività endometrialeLa recettività endometriale rappresenta un fattore importante nell’impianto embrionario.

Riportiamo un caso clinico interessante venuto alla nostra osservazione.

Si tratta di una paziente di aa 33, con cicli mestruali regolari, anamnesi negativa per interventi chirurgici o endometriosi, con infertilità tubarica datante 3 anni, con anamnesi di ripetuti fallimenti di impianto embrionario.

Ha eseguito 5 transfer, 3 di blastociti a fresco e 2 di blastocisti vitrificate, trasferendo sempre una blastocisti di ottima qualità.

Ha avuto due gravidanze biochimiche, una con il transfer di blastocisti a fresco ed una con blastocisti congelata.

Non le erano mai state consigliate indagini ulteriori, viene quindi sottoposta ad una serie di accertamenti sia ormonali, che biochimici per escludere eventuali cause di poliabortività, valutazioni genetiche ed il tutto risulta nella norma.

Il partner viene sottoposto ad esame seminale con ricerca di frammentazione del DNA sugli spermatozoi, che risulta anch’essa nella norma.

Eseguiamo quindi una ecografia tridimensionale transvaginale allo scopo di indagare la morfologia della cavità, che risulta normoconformata sul fondo uterino escludendo malformazioni uterine, si segnala una irregolarità della rima endometriale che non appare lineare,la zona giunzionale tra endometrio-miometrio appare regolare, così come regolare risulta la conta dei follicoli antrali ovarici.

La flussimentria delle arterie uterine, analizzata con il Doppler pulsato risulta nella norma, si rileva uno spessore endometriale in fase post-ovulatoria ( 21° e 23° gg del ciclo), di 8, 8 mm circa.

Una bassa impedenza invece delle arterie uterine spirali con il Doppler pulsato, si evidenzia in questa fase.

Si avvia pertanto la paziente ad una ulteriore valutazione dell’utero con isteroscopia diagnostica e biopsia endometriale, mettendo in luce una cavità uterina deformata da sinechie fibrose spesse.

L’esame bioptico ed immunoistochimico dell’endometrio non rileva segni di endometrite cronica.

La signora viene sottoposta quindi ad adesiolisi isteroscopica per rispristinare, quanto più possibile, una cavità uterina normale.

Due mesi dopo l’intervento abbiamo sottoposto la paziente ad un controllo ecografico dal quale emerse un incremento del flusso delle arterie spirali al Doppler, uno spessore endometriale di 11 mm, dati che potrebbero farci presumere che l’aumento del flusso sanguigno, forse compromesso dalla presenza delle aderenze endometriali, possa aver migliorato la crescita endometriale e di conseguenza anche la recettività dello stesso.

Il dato comunque positivo è che la paziente fu sottoposta qualche mese più tardi ad un transfer di una blastocisti vitrificata (l’ultima rimasta) , ottenendo questa volta una gravidanza evolutiva che la portò alla nascita di una splendida femminuccia.

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